Emanuele Gori

3 maggio 2015

I cortei organizzati, spesso male organizzati, ma soprattutto senza una coscienza di come gestire la rappresentazione del conflitto, lasciano spazio ai desideri individuali e solitarissimi: spaccare tutto, farsi una foto con la macchina bruciata o – appena dopo per contrappasso – commentare su Facebook quanto sia idiota quel ragazzo incappucciato o questa ragazza sorridente, o addirittura a invocare manganellate.

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La pornografia della devastazione – Christian Raimo

La manifestazione No Expo del primo maggio, tra i vari effetti uno di sicuro l’ha avuto: ha creato un fronte compatto contro se stessa e contro l’intero movimento di protesta. Le devastazioni del cosiddetto blocco nero hanno coperto quella piccola porzione dei mezzi di informazione che non era occupata dall’immensa campagna promozionale dell’Expo, e hanno fatto sì che i temi della contestazione – cittadinanza, lavoro, critica alla corruzione e al…