Prove di guerra al P2P

Scoppierà nei prossimi mesi, grazie a una piattaforma ad hoc creata da Cisco.
Importanti provider italiani la stanno già sperimentando e si apprestano a girare la vite sul peer-to-peer. Come? Agendo sulle proprie reti.

“Si tratta di una piattaforma hardware e software che è stata applicata per la prima volta in Giappone, con successo, per limitare l’impatto del traffico peer-to-peer”, spiega Diego Zucca, Manager Systems Engineering SP Challengers Cisco Systems Italy. “Permette ai provider di fare bandwidth shaping, blocking o redirezione di traffico per togliere banda alle applicazioni peer-to-peer e riservarne quindi di più ad altri servizi”.

Di tanto in tanto qualcuno si affaccia su forum e newsgroup e accusa il proprio provider di limitare a bella posta la banda peer to peer.
Altri utenti a quel punto si associano alla protesta, facendo coro di sospetti. In questi giorni, è il turno di Telvia: gli utenti hanno concertato la protesta creando un apposito gruppo di discussione su Yahoo, con quasi novanta iscritti.
Le discussioni sono incessanti: vanno al ritmo di cento messaggi alla settimana. Hanno problemi con eMule: va troppo lento, dicono; e qualcuno, di recente, si lamenta anche della velocità di navigazione.
Telvia nega di filtrare il peer to peer. In passato, simili accuse erano state rivolte a Wind, che sua volta le aveva rigettate.

Articolo tratto da Punto Informatico