Censura in Cina: Forse Microsoft se ne andra’

Il colosso del software “si accorge” che in Cina Internet è soggetta a troppa censura: un suo portavoce dichiara alla BBC che l’azienda sta valutando la possibilità di abbandonare il mercato cinese.
Ed è altrettanto ben noto che molte grandi aziende internazionali, come Google, Yahoo! e Cisco Systems, hanno accettato di autocensurarsi su temi scottanti per il Governo cinese come le spinte libertarie del Tibet, i rapporti con Taiwan e più in generale tutto quanto sia riconducibile a istanze democratiche.
Ma la Cina non è d’accordo, e un alto funzionario cinese al Fgi (Internet Governance Forum) ha dichiarato che le notizie, ben note a noi occidenatli, sulle censure cinesi in Internet son tutte false.
Insomma la Cina sceglie di negare su tutta la linea: in Cina, questo il messaggio che si vuol far passare, non ci sono problemi di libertà di espressione connessi con l’utilizzo di Internet. E se ai navigatori cinesi i siti dei principali motori di ricerca appaiono in versione modificata, e i blogger possano essere tranquillamente arrestati per quanto scrivono, è soltanto un caso. Mentre è falso che la Cina abbia un vero e proprio “esercito di censori” che sorvegliano le comunicazioni via Internet. Tutto molto tranquillizzante, per chi decide di crederci.
C’è solo da sperare che anche altri compiano qualche vero passo indietro. Indipendentemente dalle smentite cinesi.

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