E-mail in azienda? Solo per lavoro

Un regolamento interno per l’uso da parte dei lavoratori di internet ed e-mail aziendale.
Con l’esplicito divieto di utilizzo degli elaboratori per fini privati e l’avviso che il datore di lavoro si riserva controlli mirati a scoprire utilizzi scorretti. È questa la soluzione provvisoria per disciplinare la privacy dei lavoratori indicata da Giuseppe Chiaravalloti, componente del garante della privacy, in attesa del varo del codice deontologico da parte dell’autorità.

Per internet si prevede il divieto di navigare in siti non attinenti alle mansioni affidate e soprattutto in siti che possono rivelare opinioni politiche, religiose o sindacali del dipendente. Altri divieti sono quelli di effettuare transazioni finanziarie personali o acquisti on-line, scaricare software gratuiti senza autorizzazione, registrarsi a siti i cui contenuti non siano collegati all’attività lavorativa. Interdetta è anche la partecipazione, per motivi non professionali, a forum, utilizzare chat line, registrarsi in guest book anche utilizzando pseudonimi, memorizzare documenti informatici di natura oltraggiosa o discriminatori.

Per la posta elettronica
il regolamento aziendale tipo prevede il divieto di utilizzo per motivi non attinenti lo svolgimento delle mansioni affidate e il divieto di inviare o memorizzare messaggi di natura oltraggiosa o discriminatoria. Inoltre la posta elettronica diretta all’esterno non deve essere utilizzata per inviare documenti di lavoro «strettamente riservati»: la rete informatica aziendale, infatti, può essere intercettata da estranei.
Infine anche per la posta elettronica deve rispettare la gerarchia aziendale e, pertanto, ogni comunicazione che abbia contenuti rilevanti o contenga l’assunzione di impegni deve essere visionata o autorizzata dal responsabile dell’ufficio.

ItaliaOggi