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Caldaia a condensazione o caldaia tradizionale, che cosa è cambiato dal 26 settembre 2015

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Dal 26 settembre 2015 nel mondo del riscaldamento è avvenuta una rivoluzione, ma come succede spesso in Italia la normativa è passata in silenzio ed è sconosciuta alla maggior parte dei consumatori italiani.
I prodotti per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria dal 26 settembre 2015 sono soggetti alla nuova direttiva ErP con l’obiettivo di proteggere il clima e l’ambiente riducendo in misura significativa le emissioni di CO2.
Riporto quanto ha precisato il CENED il 24 settembre 2015:

  • I produttori di caldaie di potenza inferiore o uguale a 400kW, destinate sia al riscaldamento sia alla produzione di acqua calda sanitaria, non potranno più produrre caldaie tradizionali a tiraggio forzato.
    Sarà, quindi, possibile immettere sul mercato modelli solo a condensazione (generatori di calore in grado di recuperare gran parte del calore latente contenuto nei fumi che, altrimenti, andrebbe disperso nel camino come avviene nelle caldaie tradizionali).
    Le caldaie a tiraggio naturale, quelle “a camera aperta”, potranno invece essere ancora prodotte ed installate solo quando non è possibile andare a sostituire una vecchia caldaia con una caldaia a condensazione per problemi legati alla canna fumaria collettiva di alcuni edifici multifamiliari.
    Tutti i prodotti immessi sul mercato prima del 26/09/2015, che non rispettano i requisiti della nuova direttiva (es. caldaie tradizionali a tiraggio forzato, caldaie non dotate di pompa ad alta efficienza) e che sono ancora stoccati nei magazzini di distributori, rivenditori ed installatori, potranno essere commercializzati e installati senza limiti di tempo;
  • Tutti gli apparecchi per riscaldamento e produzione acqua calda sanitaria di potenza termica nominale fino a 70 kW devono obbligatoriamente essere provvisti di un’etichetta con l’indicazione della loro classe di efficienza energetica (da A+++ a G per impianti di riscaldamento e da A a G per impianti di acqua calda sanitaria).
  • Inoltre la caldaia a condensazione ha bisogno di una canna fumaria diversa da quella usata per le caldaie tradizionali: deve essere realizzata con materiali che offrano una maggiore resistenza ai fumi di scarico che hanno un potere corrosivo maggiore rispetto a quelli delle caldaie tradizionali.
    L’evacuazione dei prodotti della combustione di una caldaia a condensazione, sono da preferirsi in materiale plastico cioè canne fumarie in plastica per caldaie a condensazione o in acciaio inox.
    Riporto dal blog di Apros
    Infine se s’installano caldaie a condensazione appartenenti si potrà sempre derogare dall’obbligo di scarico a tetto purché si rispettino le distanze indicate dalla UNI 7129/2015 (distanze dei terminali da balconi, finestre, aperture di aerazione/ventilazione, piano di calpestio, etc.).
    Tale deroga dovrà essere evidenziata con una documentazione tecnica firmata e asseverata da un tecnico abilitato, da allegarsi alla dichiarazione di conformità dell’impianto redatta a fine lavori dall’installatore
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    Di Emanuele Gori

    Una vita passata tra impianti di condizionamento e riscaldamento.
    Appassionato di tecnologia e chiacchere.
    Non tutti gli articoli sono frutto di esperienze personali.
    Proprietario e Autore verificato

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